Dalla fine degli anni novanta la Romania ha iniziato, non senza difficoltà, un percorso di responsabilità per quanto riguarda la protezione dell’ambiente.
Da un punto di vista internazionale, è stato il primo paese europeo a ratificare la convenzione di Kyoto, ed il rispetto per l’ambiente è diventato ancora più importante con la successiva adesione all’Unione Europea, con l’idea di rafforzare l’aderenza all’aquis comunitario.
Nei decenni precedenti, l’obiettivo dello sviluppo industriale aveva lasciato alla Romania una pesante eredità, in termini di questioni ambientali.
Era necessario trovare una strategia efficace, volta ad assicurare la distribuzione di acqua potabile sia alle famiglie che alle imprese in modo costante, controllare l’inquinamento dell’aria, ridurre l’effetto serra, provvedere alla conservazione della biodiversità e delle risorse naturali, promuovere politiche di risparmio energetico parallelamente alla fornitura di energia per fini domestici e commerciali in modo affidabile e continuativo.
Una prima strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile fu elaborata tra il 1997 e il 1999 con l’assistenza del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.
Nel 2003, seguendo l’esempio di molti altri paesi aderenti all’UE, la Romania decise di riorganizzare l’Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale, che venne dotata di maggiori competenze e poteri, in delega alle funzioni precedentemente esercitate dal Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile.
Dopo queste modifiche, tutte le attività di planning strategico ambientale, monitoraggio, compilazione di rapporti specialistici, disciplina delle attività ad alto impatto ambientale, implementazione delle politiche locali e nazionali, furono attribuite all’Agenzia, in vista di rispettare i paramentri imposti dall’UE ai suoi membri.
Tra il 2007 e il 2008 la strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile che era stata elaborata nel triennio 1997-1999 fu rivista, in modo da potersi adattare al raggiungimento degli obiettivi comunitari, e al momento l’Istituto Nazionale di Statistica sta conducendo un progetto in collaborazione col Ministero dell’ Ambiente e delle Foreste, grazie all’aiuto di fondi europei, per monitorare attivamente i passi fatti nell’ambito della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile.
Il monitoraggio passa anche attraverso la pubblicazione periodica di dossier che approfondiscono il problema nel settore chimico, minerario, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti.
La Romania ha già iniziato ad investire nelle energie pulite, come quella solare, eolica e da fonti idriche; inoltre sono stati implementati numerosi progetti che comprendono l’uso dell’energia geotermica.
Il paese presenta una grande ricchezza nella biodiversità, specialmente nell’area del delta del Danubio, il più grande delta a livello europeo; esso costituisce un’ampia riserva naturale per le piante acquatiche, con i suoi ecosistemi tipici delle zone umide e le paludi con la loro caratteristica flora e fauna.
Questa regione ha eccellenti opportunità per quanto riguarda l’eco-turismo, specialmente per le possibilità di bird-watching, ma non solo, e le opportunità che possono nascere rendono la zona molto interessante, se tutto questo verrà accompagnato da una politica favorevole al turismo progettata ad-hoc.